Blue Economy vuol dire innovazione e sviluppo sostenibile, ma al tempo stesso competitivo. 
Da ormai dieci anni il modello di economia globale ideato da Gunter Pauli è oggetto di studio in tutto il mondo e offre spesso spunti di riflessione e di azione a governanti, imprenditori e docenti in diversi paesi. 

Alla base dell’economia blu ci sono sostanzialmente l’imitazione dei sistemi naturali e il riutilizzo continuo delle risorse per arrivare a una produzione zero di rifiuti e a un livello zero di sprechi. 
Inoltre, mentre la green economy si fonda su sempre maggiori investimenti per salvare l’ambiente, la teoria di Pauli è in grado di creare, invece, maggiori flussi di reddito e di costruire al tempo stesso capitale sociale pur con minore impiego di capitali. 

In Blue Economy 3.0, l’autore presenta centinaia di iniziative volte a rispondere ai bisogni fondamentali di tutti creando senza produrre rifiuti e generando milioni di posti di lavoro equi e ben retribuiti. 

Ma come si configura, nel 2020, la Blue Economy nei confronti del Green New Deal e dell’economia circolare? 

E come si attualizzano i suoi principi nell’economia esausta del post-Covid? .